
di Ugo Busatti
Cosa ha l’Europa che gli altri non hanno? La Storia, la tradizione, la capacitá di creare Bellezza, la luciditá del pensiero filosofico, il senso del sociale.
Con questo non voglio certamente affermare che le Storie degli altri non meritino considerazione o che siamo i soli depositari della Bellezza e della Filosofia.
Ma é fuori di dubbio che il Mondo si appoggia ai pilastri del modello Occidentale, anche se lo interpreta poi a modo proprio.
Dunque noi europei abbiamo delle qualitá e viviamo in posti ricchi di arte e Storia, che ci formano fin da piccoli un senso estetico molto sviluppato.
Sono europei gli artisti, gli scrittori, i filosofi, gli imprenditori che creano oggetti del desiderio in tutto il mondo, e che hanno costruito il modello Occidentale.
Questo dovrebbe essere il nostro presente, specchio del passato e autostrada del futuro.
Mantenere la nostra identitá culturale non per razzismo, ma per farci sentire piú sereni nella condivisione di valori comuni, pur accettando le altruitá. Coltivare le nostre capacitá di creare bellezza, di produrre oggetti unici, di nutrire gli spiriti dei singoli.
E invece no. Ieri il governatore della Banca d’Italia Panetta, nei giorni scorsi Draghi, e poi Tavares, e poi Ursula, é tutta una grande rincorsa alla “competitivtá”. Dove per definizione siamo perdenti. Non abbiamo materie prime e facciamo la guerra a chi ce le forniva a basso costo. Le nostre migliori menti se ne vanno all’estero perché meglio pagate e immerse in ambienti professionali che noi europei neanche ci immaginiamo. I nostri lavoratori sono sempre meno pagati in rapporto alle spese che incontrano che non sono omogenee con il potere d’acquisto, e quindi protestano, creando ancora maggiori costi. La tecnologia avanza, ma nulla puó contro i milioni di ingegneri e scienziati cinesi che masticano matematica dall’asilo, o contro una silicon valley che crea un sistema di informazioni e interazioni inarrivabile per noi europei.
Noi siamo altro. Noi facciamo altro. Noi non possiamo scendere sullo stesso terreno. Noi offriamo Bellezza, Cibo, Cortesia, Accoglienza, Arte, Storia, e prodotti industriali che hanno un appeal tutto loro. Una Ferrari resta una Ferrari, e nessuna XI XO o chi per lei, anche se produrrá auto piú veloci e persino piú belle, potrá competere col fascino del marchio Ferrari. E lo stesso vale per le scarpe, la moda, e tutto ció dove l’essere europeo fa la differenza.
Invece ci stanno levando tutto. Supertassati per dare soldi alle industrie che si livellano agli standard piú bassi pur di vendere, centri storici offesi da paninerie e negozi low cost, riduzione dei welfare, ricerca di nuovi costumi che offendono la tradizione.
Stiamo svendendo la nostra Europa, alla quale appartiene anche la Russia. E stiamo cercando di competere, noi esilI studentI universitari con gli occhiali, con nerboruti e muscolosi ragazzotti di periferia, destinati dunque a prendere schiaffi se ci va bene, o farci ammazzare se ci va male.





