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MANIFESTAZIONI, UNA DOVEROSA RIFLESSIONE

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di Giovanni Bernardini

Costituzione, articolo 17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
La costituzione garantisce il diritto alle pubbliche manifestazioni. Lo garantisce a tutti, in difesa di qualsiasi idea, anche della più aberrante. Personalmente considero indecenti le idee e i valori, meglio, i disvalori, di chi parteggia per Hamas, ma mai mi sognerei di negare a questi individui il diritto di manifestare, semmai sono loro che pretendono di vietare ad altri tale diritto.
Come tutti i diritti però anche quello di manifestazione è soggetto a regole e limiti. Le manifestazioni non solo possono essere vietate per motivi di sicurezza, ma devono essere pacifiche. Il diritto di manifestare va armonizzato con altri diritti; le manifestazioni devono seguire certi percorsi, non possono trasformarsi in assalti di nessun tipo a sedi di partiti, chiese, sinagoghe o moschee, è assai dubbio che nel corso di manifestazioni pacifiche sia lecito esporre manichini di leader politici impiccati, messi a testa in giù ed altre simili piacevolezze.
Se i manifestanti si comportano in modo non pacifico, ad esempio cercano di deviare dal percorso concordato o di assalire sedi loro non gradite, la polizia ha il diritto e prima ancora il dovere di intervenire. Il diritto di manifestare non può trasformarsi in diritto di devastare o di paralizzare a tempo indeterminato intere città.
Non ho informazioni sufficienti su quanto in concreto è avvenuto a Firenze ed in altre città, quindi evito di pronunciarmi nello specifico. Però in gioventù ho partecipato a numerosi cortei. So benissimo quindi come vanno, molto spesso, le cose in cortei di un certo tipo. So ad esempio che moltissimi fra i partecipanti a simili cortei considerano una inaudita forma di repressione il vedersi imporre certi percorsi, molti identificano il diritto a manifestare con quello di devastare, o di impedire a leader di certi partiti di parlare in pubblico, o di prendere a sassate le forze di polizia. Quindi, chissà perché, ho il vago sospetto che i manifestanti di Firenze e Pisa non siano stati degli angioletti caricati dai cattivissimi poliziotti…
Ultima considerazione. Considero inaccettabile l’argomento di chi afferma che “non si devono manganellare i giovani o, peggio, i minorenni”.
Ma, scusate, ai cortei partecipano di solito i novantenni? I partecipanti ai cortei sono in larghissima maggioranza giovani, spesso minorenni. Per il solo fatto di essere minorenni questi hanno il diritto di fare ciò che vogliono? Le squadre fasciste che assalivano le sedi socialiste erano composte in larga misura da giovani, spesso da giovanissimi. L’ideologia nazista era diffusissima fra i giovani ed erano giovani molti dei partecipanti alla tragica notte dei cristalli. I tagliagole di Hamas sono spesso minorenni, e allora? Li si deve lasciar fare? Se dei minorenni cercano di forzare un blocco di polizia si deve lasciarli passare? Se un diciassettenne cerca di stuprare una bambina non bisogna cercare di impedirglielo perché, poverino, è minorenne?
Non è lecito torcere un capello a chi manifesta pacificamente. E’ invece lecito usare la forza nei confronti di chi confonde il diritto di manifestare con la licenza di usare la violenza.
Elementare direi.
 

Autore

  • Redazione

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