Home Politica estera L’ACCORDO MERCOSUR, FRA EUROPA E SUD AMERICA

L’ACCORDO MERCOSUR, FRA EUROPA E SUD AMERICA

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di Ugo Busatti
La mancata firma di un accordo UE-Mercosur per liberalizzare lo scambio di merci tra Europa e Sud America, sottolinea quelle che sono le difficoltá del momento, anche da un punto di vista sistemico.
Sono 20 anni che si cerca questo accordo, dunque le difficoltá non sono fatto recente. A parte le differenze di visione dei singoli Paesi sud americani, i problemi da risolvere sono parecchi. E alcuni, come l’Uruguay hanno tagliato corto e hanno firmato un bilaterale con la Cina. Ma sul tappeto ci sono le solite “sanzioni” che la UE ama tanto dispensare a destra e manca. Non importa che siano o meno giustificate da situazioni di valori o come in questo caso ambientali (contro il disboscamento della Amazzonia), resta che dobbiamo capire se vogliamo fare affari e sopravvivere in un Mondo cattivo, oppure se vogliamo fare i protettori di una visione morale del Mondo che é tutta nostra. Perché, anche se teoricamente abbiamo ragione, tra poco continuando su questa strada, avremo problemi importanti. É come se cercassimo di convincere uno che ci punta la pistola e vuole rapinarci, che sta agendo male e che si dovrebbe vergognare. Magari si vergognerá pure nella sua stanzetta di notte, ma intanto ci ha rapinato.
Il piú “di traverso” é Macron, il quale pretende il rispetto degli accordi di Parigi e dei vincoli ambientali e sanitari che noi imponiamo ai nostri produttori. Teoricamente avrebbe ragione. Ma in realtá perché i sudamericani dovrebbero mettersi i ceppi al piede? E da parte sudamericana il nodo è anche un altro: quello delle cosiddette quote nazionali, cioè della possibilità di blindare una parte delle risorse per reindustrializzare la regione, e rendersi così meno dipendenti dai prodotti tecnologici importati dall’Europa.
Insomma, dobbiamo renderci conto che in Europa non abbiamo la stessa ricchezza di materie prime che hanno altrove. Avevamo un ottimo partner, ricco di materie prime necessarie, europeo peraltro, con il quale affrontare al meglio questo periodo difficile, ma stiamo cercando di distruggerlo  (senza riuscirci ovviamente). Questa politica masochista di chi pretende di dettare le regole a tutti, cosa fare, come fare, perché fare, é suicida.
Mentre noi blateriamo, altri “fanno”.
E qui ritorna il punto sul quale insisto da tempo: sui temi importanti per il Pianeta e per le economie, si deve collaborare e fare dei programmi condivisi dove tutti trovino il proprio tornaconto. Se continuiamo a farci la guerra su tutto, alla fine dovremo veramente farla questa benedetta guerra che sembra essere la cosa che piú desiderano i nostri governanti.
E vedremo dopo se qualcuno resterá in piedi, cosa sará in grado di fare. Per i pochi sopravvissuti.

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  • Redazione

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