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PONIAMO CHE…..IL CLIMA

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di Giovanni Bernardini

Poniamo, sottolineo, poniamo, si tratta solo di una ipotesi, una congettura, poniamo che un bel giorno gli scienziati, al termine di lunghe ed accurate analisi condotte con nuovi ed innovativi strumenti di indagine, arrivino alla conclusione che il pianeta non è affatto malato, che la crisi climatica è enormemente meno grave di quanto si credeva e che in ogni caso le sue cause hanno poco o nulla a che vedere con le attività umane.
In questo caso potrebbero i governi ed i media annunciare tranquillamente la sconvolgente novità ai normali esseri umani? Riusciamo ad immaginare un qualsiasi TG che “apre” con la notizia: “la crisi climatica non esiste”?
La cosa è quanto meno dubbia.
Da decenni siamo sottoposti ad una propaganda martellante volta a convincere tutti che siamo quasi alla vigilia della fine del mondo.
Da decenni i vari governi non fanno altro che prendere misure volte a contrastare i “mutamenti climatici”.
Da decenni in nome del contrasto alla “emergenza climatica” vengono imposte pesanti restrizioni alle nostre libertà civili.
Da decenni somme enormi vengono destinate alla lotta contro i “mutamenti climatici”. Interi settori sono stati penalizzati, altri favoriti, spese sempre più ingenti sono state imposte ai cittadini.
Se si appurasse che tutto questo è ed è stato ingiustificato come lo si potrebbe comunicare alla gente normale?
Che dire a quelli che hanno comprato costosissime auto elettriche, pompe di calore, che hanno fatto costruire “cappotti termici” alle loro abitazioni ed hanno installato sui tetti delle stesse i pannelli solari?
Che dire ai cittadini che hanno pagato molto più care le bollette della luce perché con gli introiti delle stesse bisognava finanziare le “rinnovabili”?
Sarebbe un bel problema immagino.
Se i grandi media annunciassero all’improvviso: “la crisi climatica non esiste” sarebbe un po’ come se il papa dicesse ai fedeli: “diletti figli, devo annunciarvi una sconvolgente novità: Dio non esiste”. Difficile da pensare vero?
Questa è una caratteristica della politica climatica condotta coi metodi che tutti possiamo constatare: si alimenta da sola.
Più la propaganda diventa martellante, più liberticide sono le varie misure prese “per salvare il pianeta”, più ingenti sono le somme stanziate a questo fine più difficile diventa fare passi indietro. Come logica conseguenza di tutto questo meno importanti diventano i dati scientifici, le analisi oggettive, le serie verifiche sperimentali. La scienza “deve” confermare le misure prese dalla politica, in caso contrario si aprirebbe una crisi di credibilità gravissima, dalle conseguenze imprevedibili.
Spero di avere, come mio solito, esagerato…

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  • Redazione

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