“….ricostruire un patto nazionale tra le generazioni, che traduca in fatti concreti ciò che questo tempo ci sta dicendo: e cioè che non c’è più nemmeno crescita economica se non ci dedichiamo a prenderci cura delle precondizioni sociali, demografiche, ambientali, culturali, educative, istituzionali che rendono possibile la stessa crescita. Si tratta di un salto di pensiero impegnativo.”
Cosí termina un articolo di Mauro Magatti sull’Avvenire. Il punto di partenza é la realtá della societá italiana e del Paese nel suo insieme. La povertá aumenta, i giovani scappano all’estero, lo Stato é sempre piú vessatorio e lontano dai cittadini. Questi sono fatti. Non opinioni.
Quanto riportato dall’Avvenire, é esattamente il punto di partenza individuato da SEI (Stato Etico Italiano). La grande svolta poco compresa da chi continua a viaggiare sull’autostrada della “competitivitá a tutti i costi”. Per essere “competitivi”, si destinano sempre maggiori risorse alle imprese in aiuti di ogni genere, e si fanno politiche di bilancio statale sempre piú orientate agli affari, piuttosto che al benessere dei cittadini.
Pretendono di far crescere una societá in termini di PIL, con una armata di soldati mal equipaggiati e demotivati. Impossibile. Semplicemente impossibile.
Ecco che ritorna imperante, a mio avviso, cambiare rotta. Un edificio solido si regge su fondamenta solide. Creare un tessuto sociale forte, ben educato da un sistema scolastico inclusivo e realmente efficace, oltre che gratuito in tutto, per rendere reali le “pari opportunitá” tanto declamate, ma assolutamente teoriche nella societá di oggi. Da qui si deve ripartire: una politica per i giovani, gli uomini di domani, e per la salute pubblica, senza la quale nulla conta. Il tutto in un contesto istituzionalmente sano.
Anche se si dovessero fare dei sacrifici, é arrivato il tempo di ripartire non grazie alla trasformazione delle Poste Italiane in una societá che perde i pacchi ma fa assicurazioni, bensí nella destinazione dei fondi pubblici al benessere della societá, che risponderá, nel medio termine, con la capacitá e la genialitá che gli italiani hanno sempre saputo dimostrare nei secoli.
Basta dar loro l’opportunitá. E per far questo serve un patto sociale tra i cittadini e uno Stato Amico, e non nemico.
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