Paolo Zampolli al giornalista de La Verità: “Lei è sicuro che Conte sia di sinistra?”
Un “Double Hook”, un “Sinistro-Destro” da tramortire un toro, ma Giuseppi rimane in piedi, come niente fosse. Come tutti i trasformisti non batte ciglio.
Prima con un gancio sinistro arriva Beppe Grillo https://beppegrillo.it/si-sono-montati-la-testa-senza-leggere-le-istruzioni/, il quale chiede se il Movimento Cinque Stelle in versione Giuseppe Conte abbia letto le istruzioni, poi arriva l’inviato speciale di Donald Trum in Italia, Paolo Zampolli, il quale a giornalista de La Verità che lo intervista dice: “Lei è sicuro che Conte sia di sinistra”.
Il fatto è che Giuseppe Conte non è di destra, non è di sinistra, è un trasformista che va bene per tutte le stagioni. Il tema, posto da Grillo, è capire perché, in questa stagione, il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte non ha letto le istruzioni.
Per capire è interessante leggere con attenzione quello che dice Beppe Grillo e poi andare con la memoria alle origini del Movimento.
La prima affermazione di Beppe Grillo è che il M5S era nato dalla “delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo” e, successivamente da quella che “oggi la crisi del modello occidentale è più profonda”.
A questo punto Grillo pone un quesito fondamentale per comprendere dove vuole andare a parare: “Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo”.
“Non si può privatizzare il futuro – afferma Grillo – e distribuire la disperazione!”
Grillo ci dice che “viviamo nel capitalismo della sorveglianza, siamo osservati e classificati da società private che conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari, sanno dove siamo, cosa compriamo e cosa desideriamo, cercano anche di prevedere quando cambieremo idea. Quei dati sono nostri, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici. Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus”.
Sembrerebbe che Grillo si schieri per una democrazia occidentale, che salvaguardi la popolazione dal dominio del capitalismo, che è anche capitalismo di sorveglianza e da una privatizzazione del futuro.
Il ragionamento di Grillo sembrerebbe incardinato in una democrazia occidentale.
Andare alle origini del Movimento
Quando Beppe Grillo accenna alle “istruzioni”, per tentare di capire il senso di quello che dice è necessario andare alle origini del Movimento Cinque Stelle.
La nascita e la struttura legale del Movimento 5 Stelle si articolano su due livelli: quello politico e concettuale, legato alla nascita del movimento di piazza e di rete, e quello giuridico – formale, relativo alla registrazione delle varie associazioni che negli anni ne hanno rappresentato la veste legale.
Il Movimento 5 Stelle è stato lanciato ufficialmente il 4 ottobre 2009 al Teatro Smeraldo di Milano. Ideatori e co-fondatori sono stati Beppe Grillo, il comico e attivista genovese, volto e voce pubblica del movimento, che ne fu leader carismatico, garante ed “effettivo titolare” nei primi anni e Gianroberto Casaleggio, l’imprenditore ed esperto di rete (fondatore della Casaleggio Associati), ideatore della struttura organizzativa, della piattaforma digitale (Rousseau) e dell’impianto ideologico legato alla democrazia diretta.
Dal punto di vista formale, il M5S ha modificato più volte la propria veste giuridica per ragioni organizzative e giudiziarie.
L’Associazione Movimento 5 Stelle del 2009, fondata contestualmente alla nascita politica per gestire il marchio e l’organizzazione iniziale, ha avuto come soci fondatori: Beppe Grillo ed Enrico Maria Nadasi (commercialista di Grillo).
L’Associazione del 2012 (Lo “Statuto” per le parlamentarie 2013): registrata a Genova nel dicembre 2012 per consentire la presentazione delle liste alle elezioni politiche del 2013. Soci fondatori ufficiali: Beppe Grillo (Presidente), Enrico Grillo (nipote di Beppe Grillo e avvocato, Vicepresidente) e Enrico Maria Nadasi (Segretario/Tesoriere)
L’Associazione del 2017 (Il nuovo M5S). In vista delle elezioni politiche del 2018 e per riorganizzare la governance interna creando la figura del “Capo Politico”, venne costituita una nuova associazione a Roma nel dicembre 2017.
Soci fondatori della nuova associazione: Luigi Di Maio (eletto Capo Politico) e Davide Casaleggio (figlio di Gianroberto e presidente dell’Associazione Rousseau). Beppe Grillo non figurò più tra i fondatori formali del nuovo ente, assumendo il ruolo statutario di “Garante”.
A seguito della spaccatura con la piattaforma Rousseau e Davide Casaleggio, nell’agosto 2021 è stato approvato un nuovo Statuto condotto da Giuseppe Conte, che ha riorganizzato il partito conferendogli una struttura verticistica tradizionale, con Conte eletto Presidente del Movimento e Beppe Grillo riconfermato nel ruolo di Garante (seppur al centro di forti tensioni legali e politiche negli anni successivi).
La Casaleggio Associati motore del Movimento
Tra il 2009 e il 2012 la Casaleggio Associati divenne il centro motore del Movimento 5 Stelle, gestendo il blog di Beppe Grillo e la presenza digitale del nascente movimento.
La Casaleggio Associati (così come i suoi fondatori Gianroberto e Davide Casaleggio) non ha mai posseduto sedi operative, filiali o controllate registrate nel Regno Unito, né ha gestito direttamente società di diritto britannico, ma è a tutti gli effetti un mondo anglofilo.
La forte impronta e le connessioni anglosassoni della galassia Casaleggio, spesso definite dai media o dagli analisti politici come “l’anima british” di Gianroberto, derivano esclusivamente da esperienze manageriali passate, legami familiari e collaborazioni strategiche con grandi multinazionali con sede a Londra.
Prima di fondare la Casaleggio Associati nel 2004, Gianroberto Casaleggio è stato l’Amministratore Delegato di Webegg Spa, un importante gruppo multidisciplinare di consulenza internet nato a fine anni ’90.
Webegg era una joint-venture paritaria tra l’italiana Telecom e un colosso britannico dell’Information Technology, Logica Cmg, multinazionale britannica di servizi IT con sede centrale a Reading (Inghilterra).
Tramite questa controllante anglosassone, Casaleggio si è trovato a operare e a coordinare strategie digitali a stretto contatto con il top management e i modelli operativi della finanza e dell’industria del Regno Unito.
La Casaleggio Associati opera correntemente sul mercato internazionale offrendo consulenze e analisi a multinazionali con quartier generale a Londra, come Unilever.
La multinazionale anglo-olandese (con sede principale a Londra) è stata ripetutamente partner di studio o cliente strategico nei report della Casaleggio Associati relativi all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nelle risorse umane e all’uso della Blockchain della supply-chain.
Nei suoi tradizionali e-commerce report annuali, la Casaleggio Associati mappa costantemente l’interscambio digitale e i marketplace attivi tra l’Italia e il Regno Unito, posizionandosi come ponte consulenziale per le imprese che vogliono esportare in territorio britannico.
Esiste infine un legame personale e biografico radicato in Inghilterra: la prima moglie di Gianroberto Casaleggio (e madre di Davide) è Elizabeth Clare Birks, una traduttrice e linguista di nazionalità britannica conosciuta negli anni ’70 a Ivrea durante gli anni di lavoro in Olivetti.
Questa forte componente familiare ha permesso sia a Gianroberto che a Davide un bilinguismo perfetto e una profonda conoscenza delle dinamiche culturali e industriali del mondo inglese.
Di un certo interesse è il rapporto tra la Casaleggio Associati e la multinazionale Unilever, considerato che i vertici delle due realtà si sono incrociati come relatori chiave in eventi manageriali.
Il coinvolgimento di Unilever con i servizi segreti britannici (MI5 e MI6) si è sviluppato storicamente attraverso piani di propaganda della Guerra Fredda, coperture per l’intelligence e il reclutamento di ex agenti ai vertici aziendali.
Non è mai esistita una vera e propria caserma logistica, ma la multinazionale è stata ripetutamente considerata una risorsa strategica per la sicurezza nazionale del Regno Unito.
La “Raccomandazione X” del 1960
Documenti d’archivio declassificati hanno rivelato l’esistenza della Recommendation X, un piano congiunto tra MI5 e MI6 ideato nel 1960. L’obiettivo: creare una rete segreta di propaganda anti-comunista globale.
I capi dei servizi segreti britannici inclusero Unilever in una ristretta lista di colossi industriali (insieme a Shell, BP e Barclays) da approcciare per finanziare il progetto e offrire copertura diplomatica o commerciale agli agenti sul campo.
Un legame moderno e diretto tra i vertici di Unilever e il mondo dello spionaggio britannico è emerso con la figura di Niall Fitzgerald, storico Amministratore Delegato e Presidente della multinazionale.
Nel 2008, subito dopo aver lasciato i vertici di Unilever, Fitzgerald ha assunto la presidenza di Hakluyt & Co..
Hakluyt è una famosissima società privata di intelligence strategica fondata e gestita da ex ufficiali dell’MI6, che fornisce servizi di sicurezza e informazioni geopolitiche alle multinazionali.
Nel 2001, l’MI5 ospitò un seminario segreto nella sua sede londinese a cui parteciparono i responsabili della sicurezza di Unilever e P&G. L’incontro avvenne subito dopo un colossale scandalo di spionaggio aziendale in cui la Procter & Gamble era stata scoperta a frugare nei rifiuti degli uffici Unilever per rubare segreti commerciali.
Un tassello importante identifica perfettamente Sir Arthur Desmond Bonham-Carter (1908–1985), un personaggio che unisce in modo straordinario la carriera militare britannica, i vertici aziendali di Unilever e un celebre episodio della storia politica italiana.
Entrato in azienda nel 1929 come tirocinante gestionale, ha scalato i vertici fino a diventare Capo della Divisione del Personale (HR) nel 1950 e successivamente Direttore di Unilever dal 1953.
Durante la seconda guerra mondiale ha servito nell’esercito britannico raggiungendo il grado di Tenente Colonnello.
Il nome del colonnello Bonham-Carter è passato alla storia in Italia per il celebre processo del 1954 tra Alcide De Gasperi e Giovannino Guareschi. Guareschi pubblicò sulla rivista Candido due lettere (poi rivelatesi false) attribuite a De Gasperi.
In queste missive, scritte nel 1944, lo statista italiano avrebbe chiesto agli Alleati – e nello specifico proprio al colonnello Bonham-Carter della Peninsular Base Section – di bombardare la periferia di Roma per spingere la popolazione a insorgere contro i tedeschi.
Il colonnello Bonham-Carter testimoniò ufficialmente al processo, dichiarando sotto giuramento di non aver mai ricevuto né visto quelle lettere e di non aver mai conosciuto De Gasperi durante la guerra. Il processo si concluse con la condanna di Guareschi per diffamazione.
Nessun filo rosso, ma prossimità innegabile
Ovviamente non esiste alcun un filo rosso tra Casaleggio e l’intelligence del Regno Unito, anche se i punti di prossimità sono innegabili.
Webegg Spa, della quale Gianroberto Casaleggio è stato amministratore delegato, nacque originariamente come una joint-venture paritaria tra l’italiana Finsiel (all’epoca galassia pubblica IRI/Telecom) e la multinazionale britannica Logica PLC, una delle più importanti aziende britanniche di Information Technology e consulenza ingegneristica di alto livello.
A differenza di una comune software house, Logica PLC gestiva contratti strategici per il governo britannico e alleati internazionali nei settori della difesa, dello spazio e della sicurezza interna.
Tra i suoi progetti figuravano lo sviluppo di sistemi di telecomunicazione militare, algoritmi di riconoscimento delle immagini, crittografia, sistemi di sorveglianza e infrastrutture informatiche per la raccolta di dati di intelligence per conto del Regno Unito.
Logica PLC non era una semplice azienda di software, ma un pilastro tecnologico dell’apparato di sicurezza e difesa del Regno Unito, con un livello di accesso ai segreti di Stato paragonabile a quello delle agenzie governative. Fondata nel 1969 da Philip Hughes e Pat Coen, l’azienda si distinse subito per la capacità di risolvere problemi matematici e ingegneristici estremamente complessi, diventando il partner preferito del Ministero della Difesa britannico (MoD) e delle agenzie di intelligence.
Logica ha sviluppato i software per la gestione delle operazioni militari in tempo reale della Royal Navy (la marina britannica) e della RAF (l’aeronautica), integrando i dati radar con le risposte d’arma.
L’azienda ha lavorato estesamente su Skynet, la rete di satelliti militari britannici per le comunicazioni strategiche e cifrate delle forze armate. Logica si occupava dei sistemi di terra per il controllo dei satelliti e della sicurezza dei dati contro le intercettazioni nemiche.
Logica è stata una delle pochissime aziende britanniche con le certificazioni di sicurezza necessarie per sviluppare i sistemi di telemetria, controllo e posizionamento dei satelliti europei, inclusi quelli meteorologici e di sorveglianza terrestre.
Ha, inoltre, sviluppato i primi algoritmi avanzati per l’analisi automatica delle immagini satellitari e da ricognizione aerea, uno strumento fondamentale per l’intelligence militare nell’identificazione di bersagli o movimenti di truppe durante la Guerra Fredda.
Logica era tra i fornitori ufficiali del GCHQ (l’agenzia britannica per la sicurezza cibernetica e lo spionaggio elettronico), collaborando alla creazione di standard di crittografia per proteggere i canali diplomatici e governativi del Regno Unito.
L’azienda ha progettato e implementato il Police National Computer (PNC) e altri sistemi informativi sensibili per il Ministero dell’Interno britannico (Home Office), gestendo l’archiviazione e l’incrocio sicuro dei dati criminali nazionali.
La fiducia dei governi nella sicurezza di Logica era tale che l’azienda venne scelta per sviluppare il software del sistema CHIPS (Clearing House Interbank Payments System) a New York e per collaborare alla rete SWIFT.
Si tratta delle infrastrutture globali su cui transitano i flussi finanziari mondiali, snodi critici costantemente monitorati dalle intelligence occidentali per il contrasto al finanziamento del terrorismo e il riciclaggio.
A causa di questa immensa importanza strategica, la divisione LogicaCMG Defence and Security è sempre stata protetta da rigidi vincoli di segretezza e nazionalità per i suoi dipendenti.
Nel 2012, Logica PLC è stata acquisita dal colosso canadese CGI Group per circa 2,8 miliardi di sterline. Oggi, quelle stesse attività di difesa e sicurezza per il governo britannico continuano sotto il nome di CGI IT UK Ltd.
Pare evidente che non si entra in un sistema di questo genere se, per dirla con un eufemismo, non si è ben accetti.
In alcuni libri e inchieste (tra cui quella del giornalista Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio Associati), la tesi di fondo era che il M5S fosse un “esperimento sociopolitico digitale” concepito in un laboratorio.
Secondo i sostenitori di queste letture geopolitiche, il fatto che Casaleggio avesse guidato una società (Webegg) partecipata da un colosso dei sistemi di sorveglianza e intelligence britannici (Logica) significava che l’imprenditore milanese potesse essere entrato in contatto con sofisticate tecniche anglosassoni di guerra psicologica, manipolazione dei dati di massa e ingegneria sociale.
Fattualmente, l’esperienza di Casaleggio in Webegg (dal 2000 al 2003) si concentrò sullo sviluppo della prima e-economy italiana, sulla consulenza web per grandi aziende e su metodologie innovative di formazione aziendale (tra cui i primi esperimenti di intranet e interazione digitale orizzontale), che avrebbero poi costituito la base teorica per la nascita del blog di Beppe Grillo.
Stando così le cose, si potrebbe dedurre che le istruzioni delle quali scrive Grillo siano scritte in inglese british, ma non manca anche la possibilità che siano scritte in inglese Usa.
Nel 2008, infatti, Beppe Grillo era molto gradito agli Stati Uniti.
Grillo: “Nessuna speranza per l’Italia”, il popolo è in «coma medico»
Siamo nel 2008. Il Movimento Cinque Stelle nascerà nel 2009, ma Beppe Grillo è già in azione ad arringare le folle. Dal gennaio del 2005 funziona il suo blog, messo in campo dopo l’incontro con Gianroberto Casaleggio.
La sua azione suscita l’interesse dell’intelligence degli Stati Uniti che, nell’aprile del 2008, lo contatta per sapere da vicino chi è, cosa pensa, come intende muoversi. Dopo l’incontro viene redatta un’informativa, firmata dall’ambasciatore Ronald Spogli, desecretata nel 2012.
Grillo dice: “Nessuna speranza per l’Italia” e il redattore dell’informativa USA commenta: “L’unica soluzione, a suo avviso, è rimuovere virtualmente tutti i politici di destra e sinistra e sostituirli con giovani che hanno legami personali febbrili con l’establishment attuale e che hanno un interesse meno vasto per lo status quo”.
“Ai suoi occhi – continua il redattore del documento -, i potenti politici, sia di destra sia di sinistra, mirano solo a mantenere il potere. Sono troppo vecchi, fuori dal mondo e non hanno la visione, la capacità e l’interesse per migliorare le condizioni in Italia”.
Riguardo al popolo Grillo non risparmia commenti graffianti.
“Grillo ha detto – scrive il redattore dell’informativa – che il pubblico italiano è in «coma medico»”.
Interessante la conclusione a cui arriva l’estensore dell’informativa, che accredita Grillo come “interlocutore credibile”.
“Alcune idee di Grillo – si legge infatti nell’informativa USA – sono utopistiche e irrealistiche. Ma nonostante la sua incoerente filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova spiegazione altrove. La sua miscela unica di umorismo conflittuale, sostenuta da statistiche e ricerche appena sufficienti, lo rendono un interlocutore credibile ed esaltante nel sistema politico italiano”.
Nel libro: “L’uomo che sussurra ai potenti” (Chiarelettere), Paolo Modron e Luigi Bisignani pubblicano, in appendice, i documenti declassificati degli incontri di Grillo all’ambasciata Usa.
Eccoli:
Declassificato Dipartimento di Stato Caso No. F-2009-07041 Doc.No: C17586028 – Data 07/03/2012
Aprile 2008
Da Ambasciata di Roma
A Secstate Washdc 0133
Info Amconsul Florence
Amconsul Milan
Amconsul Naples
Unclass Rome 000457
SENSITIVE
E.O 12958: N/A
Tags: Econ, Etrd, Kcor, Pgov, It
Oggetto: Pranzo con l’attivista italiano Beppe Grillo: “Nessuna speranza per l’Italia”; un’ossessione con la corruzione.
REF: ROME 255
1 (SBU) SUMMARY: “Il comico italiano trasformato in attivista Beppe Grillo ha iniziato una recente discussione con EconOffs dicendo “Non c’è speranza per l’Italia”. Crede che solo una sostituzione completa della classe politica italiana possa risolvere i problemi di corruzione dell’Italia. Grillo è eccentrico, eppure fa appello agli oppressi dell’Italia, mettendo in modo affidabile centinaia di migliaia nelle piazze per protestare contro l’ordine stabilito. I suoi commenti erano in netto contrasto con quelli inviati dagli altri interlocutori più convenzionali su economia, politica e in particolare, corruzione”. END SUMMARY
BACKGRUOUD
2 (SBU) Giuseppe “Beppe” Grillo è un ex comico-attivista politicamente schietto che ha raggiunto la celebrità in tutto il mondo grazie alle critiche dei politici italiani nel suo blog quotidiano e ha e provocato una manifestazione pubblica molto ben frequentata (più di centocinquantamila a suo dire) lo scorso autunno per protestare contro la corruzione del governo italiano. Oggetto di recenti presentazioni del New Yorker e di altre testate americane, l’Observer britannico lo ha classificato come uno dei i primi dieci blogger più letti al mondo.
3 (SBU) Grillo è schietto, persino profano, ma la sua accusa diretta e spesso tranciante contrasta con le timide e indirette analisi di corruzione offerte da altri nello spettro politico italiano. Ha galvanizzato una sezione dell’opinione pubblica precedentemente silenziosa e incanalato l’indignazione dell’opinione pubblica italiana per la corruzione radicata nel governo e l’incapacità della politica e dell’élite di migliorare le condizioni del Paese. In questo modo, ha creato un forum alternativo per la discussione su questioni che non vengono affrontate dai media mainstream. Il personale dell’ambasciata ha recentemente avuto l’opportunità di scambiare opinioni con Grillo sulla corruzione in Italia e su una vasta gamma di altri casi durante un pranzo nella residenza dell’ECIMIN.
CORRUPTION
4 (SBU) Un poco corpulento, capelli selvaggi, 59 anni, Grillo si è affermato negli ultimi dieci anni come commentatore ufficiale sulla corruzione italiana, in particolare identificando problemi contabili con il conglomerato italiano Parmalat, molto prima che venissero svelati i dettagli completi delle sue irregolarità finanziarie. Secondo Grillo, la corruzione endemica dell’attuale classe politica italiana ha distrutto ogni speranza che l’Italia migliorasse le sue prospettive economiche. L’unica soluzione, a suo avviso, è rimuovere virtualmente tutti i politici di destra e sinistra e sostituirli con giovani che hanno legami personali febbrili con l’establishment attuale e che hanno un interesse meno vasto per lo status quo.
5 (SBU) Grillo ha descritto la corruzione come procedura operativa standard nell’attuale cultura politica italiana. Ai suoi occhi, i potenti politici, sia di destra sia di sinistra, mirano solo a mantenere il potere. Sono troppo vecchi, fuori dal mondo e non hanno la visione, la capacità e l’interesse per migliorare le condizioni in Italia. Secondo Grillo, questo desiderio di invadere il potere espelle tutta la manipolazione delle procedure amministrative, la collusione tra uomini d’affari e politici e la subornazione dei media mainstream per oscurare gli atti illegali. Pertanto, i sensali del potere sembrano non lasciare mai l’incarico, anche se incriminati o condannati. In effetti uno dei temi preferiti è il suo focus sui 24 parlamentari (dal suo conte) incriminati o condannati che ancora occupano i loro posti.
GETTING WORSE
6 (SBU) Grillo ritiene che le pratiche corrotte dei politici di oggi sono diventate più sofisticate dalle indagini anticorruzione nei primi anni ’90, le cosiddette “Clean Hands” o Mani Pulite. Un cambiamento importante, a suo avviso, è che le tangenti e le tangenti sono ora più evidenti e rappresentano una quota maggiore degli appalti pubblici.
7 (SBU) Grillo ha lamentato l’inefficacia delle agenzie governative, dei gruppi di cittadini e delle ONG dedicate – inclusa Transaperency International – per combattere la corruzione in Italia. Per lui, sono o troppo piccoli, troppo locali e / o troppo concentrati su un singolo problema per essere in grado di lavorare con organizzazioni simili per creare un efficace fronte anti-corruzione. Reagendo alla nostra osservazione che il recente rapporto caustico della Corte dei Conti sulla corruzione (ref) in Italia ha ottenuto pochissime risposte: Grillo ha detto che il pubblico italiano è in “coma medico”.
8 (SBU) Oltre all’attuale situazione della rimozione dei rifiuti a Napoli, Grillo ha etichettato il settore energetico, bancario e sanitario come particolarmente corrotti. Vedeva ciascuno come incline a una combinazione di (illegale) non competitiva, cooperazione tra entità aziendali, falsificazione di account e / o assegnazione di posizioni e contratti basati su qualcosa di diverso dal merito.
SWEEPING SOLUTION
9 (SBU) La pietra angolare del messaggio di Grillo è che praticamente tutti i politici e partiti politici italiani sono illegittimi. Le loro condanne precedenti, le indagini in corso o gli evidenti conflitti di interesse li rendono incapaci e ineleggibili a governare con legittimità. Inoltre, non vede alcuna differenza tra le piattaforme politiche di centro destra e centro sinistra. La sua risposta è il boicottaggio del sistema elettorale. Sul suo si esortano gli italiani a non votare alle prossime elezioni che saranno considerate “illegali” e “incostituzionali”, nel senso che queste elezioni si tengono prima che fosse emanata una necessità ampiamente riconosciuta di riforma della legge elettorale italiana. ll suo boicottaggio è uno dei motivi (anche se non uno dei principali) per cui i sondaggisti prevedono una bassa affluenza alle urne alle prossime elezioni nazionali del 13-14 aprile.
10 (SBU) Grillo è particolarmente critico nei confronti dell’attuale sistema della “lista dei partiti”. Ritiene che l’eliminazione dell’opportunità di scegliere i singoli candidati per gli elettori perpetua l’attività politica come al solito. In quello che potrebbe essere il germe di un futuro partito politico, sta permettendo a candidati indipendenti alle elezioni municipali (locali) di usare il suo nome. Sta pubblicizzando questi nomi sul suo blog. Per beneficiare di un sostegno non ufficiale, questi soggetti devono aderire a tre principi fondamentali: 1) non devono aver ricoperto cariche in precedenza; 2) non devono avere precedenti penali; e 3) devono concordare che, una volta eletti, pubblicheranno chiaramente su Internet tutte le operazioni e le attività relative alle loro cariche.
THE INTERNET
11 (SBU) Grillo è un grande sostenitore di Internet. Il suo blog gli ha dato un’enorme visibilità nazionale e internazionale. Inoltre, vede Internet come un ottimo strumento per promuovere la trasparenza nel governo. Durante la nostra discussione, ha osservato che Internet ha aiutato i cittadini a monitorare le spese e le prestazioni del governo locale. Ha anche affermato che costruisce il suo seguito per le sue manifestazioni pubbliche esclusivamente tramite Internet.
12 (SBU) Grillo ha affermato che i media mainstream e le società di comunicazione non hanno consapevolmente promosso lo sviluppo dei nuovi media e temono la sua concorrenza. È interessante notare che ha affermato che i principali partiti politici non hanno ancora utilizzato Internet come strumento e quindi non stanno facendo un grande sforzo per investire nelle infrastrutture.
LUDDITE, PROGRESSIVE, OR BOTH
13 (SBU) Oltre a sostenere il boicottaggio elettorale, Grillo si oppone allo sviluppo di una centrale nucleare, alla costruzione di impianti di rigassificazione e alla costruzione di inceneritori in Italia. Queste posizioni sono giustificate dalla sua osservazione che uno qualsiasi di questi progetti vedrebbe un’enorme perdita di fondi pubblici a causa della corruzione, della mafia o di entrambi. Inoltre, la sua opposizione alla costruzione di inceneritori, cosa per la quale Napoli e la Campania avevano urgente bisogno, è sostenuta dal timore fondato che i rifiuti campani siano pieni di contaminanti industriali di ogni tipo, gran parte dei quali trasportati nel nord Italia. Quindi, gli inceneritori, secondo Grillo, servirebbero solo a immettere nell’atmosfera migliaia di tonnellate di particolato pericoloso.
COMMENT
14 (SBU) Ben informato, esperto di tecnologia, provocatorio ma divertente, Grillo è unico, quasi una voce solitaria nel discorso pubblico italiano. La sua schietta opposizione allo status quo politico gli è valsa l’esclusione dai consessi dei media standard. Un tempo presentatore televisivo e ospite e personalità spesso presente, né la televisione pubblica né quella privata italiana ora lo menzionano o lo caratterizzano. nel nostro incontro, ha affermato che vari locali notturni e congressi aziendali una volta lo aveva assunto per esibirsi non lo fanno più per paura dell’ostracismo politico. I nostri contatti istituzionali scartano quasi istintivamente la validità del suo messaggio.
15 (SBU) Ha un motto. Ha messo in modo affidabile centinaia di migliaia nelle piazze per il suo marchio “Vaffa … Day”, tradotto gentilmente con “up yours” day. Gli studenti, i meno abbienti e quelli che potremmo vedere come “disinteressati”, cioè quelli rassegnati o ignorati dal sistema sono il nucleo di questi fan. Anche quelli di estrazione sociale abbastanza diversa (alcuni contatti bancari per esempio) si professano affascinati. Un’altra manifestazione del suo appeal popolare e del potenziale potere elettorale è che i tribunali civili di Roma hanno recentemente bandito diversi candidati indipendenti che avevano erroneamente inserito il nome di Grillo nel simbolo e nello slogan elettorale. Pare che alcuni candidati cercassero il “sigillo di approvazione” di Beppe Grillo.
16 (SBU) Alcune idee di Grillo sono utopistiche e irrealistiche. Ma nonostante la sua incoerente filosofia politica, la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova spiegazione altrove. La sua miscela unica di umorismo conflittuale, sostenuta da statistiche e ricerche appena sufficienti, lo rendono un interlocutore credibile ed esaltante nel sistema politico italiano. END COMMENT
SPOGLI[i] (Ronald Spogli , Ambasciatore in Italia dal 2005 al 2009).
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Giuseppe Conte e il retroterra nel Vaticano
Giuseppe Conte diventa presidente del Consiglio nel giugno 2018. Pochi mesi dopo, il 22 settembre 2018, la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese firmano l’Accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi.
La coincidenza temporale è significativa perché il suo primo governo si colloca esattamente nella fase in cui Roma diventa uno dei luoghi di convergenza tra apertura economica italiana alla Cina e nuova strategia diplomatica della Santa Sede verso Pechino.
Il passaggio decisivo è il marzo 2019. Conte riceve Xi Jinping a Roma e il governo italiano firma il Memorandum sulla Belt and Road Initiative. L’Italia diventa il primo Paese del G7 ad aderire formalmente all’iniziativa cinese. Contestualmente vengono firmate numerose intese economiche e istituzionali.
Conte stesso, alla vigilia della visita, descriveva i rapporti Italia-Cina come già molto solidi e sosteneva che la collaborazione avrebbe prodotto benefici per entrambi i Paesi. Nell’aprile 2019 Conte è andato personalmente a Pechino per il Belt and Road Forum, definendo il dialogo con Xi “fruttuoso” e dichiarando che il governo italiano era stato determinato nel perseguire il memorandum.
Conte, uomo politicamente non proveniente da una struttura partitica tradizionale, si muove in un ambiente istituzionale nel quale il rapporto con la Chiesa cattolica rimane particolarmente importante.
Giuseppe Conte entrò in relazione con Villa Nazareth già nel 1983, quando partecipò al concorso di ammissione al collegio universitario romano. Villa Nazareth era stata fondata dal cardinale Domenico Tardini ed era diventata, soprattutto sotto Achille Silvestrini, un importante ambiente di formazione cattolica, culturale e di relazioni con la diplomazia vaticana.
Conte vi rimase negli anni universitari e successivamente continuò a frequentare l’ambiente come tutor e collaboratore. Lo stesso sito di Villa Nazareth ricorda il suo rapporto con l’istituzione fin dal concorso del 1983.
L’attuale segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin era il direttore di Villa Nazareth quando Conte vi entrò.
Una ricostruzione del rapporto Conte–Villa Nazareth indica esplicitamente tra i docenti che ebbero Conte come allievo il cardinal Agostino Casaroli, il cardinale Achille Silvestrini e il cardinale Pietro Parolin.
Conte, pertanto, fu formato nell’ambiente di Villa Nazareth e ebbe tra i suoi riferimenti formativi esponenti della diplomazia vaticana, tra cui Pietro Parolin e Achille Silvestrini.
Questo è molto più significativo del semplice fatto che Conte fosse un cattolico praticante.
Achille Silvestrini apparteneva alla grande scuola diplomatica della Santa Sede che aveva avuto in Agostino Casaroli il principale artefice della Ostpolitik vaticana.
Villa Nazareth divenne un luogo nel quale si incontravano giovani universitari, diplomazia vaticana, cultura cattolica, politica italiana, relazioni internazionali.
Non è casuale che Parolin sia stato presidente di Villa Nazareth e che lo stesso Conte, ormai presidente del Consiglio, abbia partecipato nel 2020 a Villa Nazareth a un incontro dedicato proprio a Silvestrini e alla Ostpolitik vaticana.
La collocazione di Conte nella storia delle relazioni tra cattolicesimo diplomatico, Ostpolitik e Cina merita assolutamente di essere studiata.
Quale cultura politica e internazionale veniva trasmessa nell’ambiente nel quale Conte si formò?
E qui il concetto di dialogo con il mondo comunista, piuttosto che quello di contrapposizione frontale, diventa fondamentale.
La Ostpolitik di Casaroli nasce davanti a un problema: come mantenere la presenza della Chiesa cattolica dentro Stati comunisti senza rompere completamente con i loro governi.
La risposta è: dialogo diplomatico, negoziazione, riconoscimento reciproco, gradualità.
Quando cambia il mondo e la Cina diventa la grande potenza comunista con cui la Santa Sede deve confrontarsi, il problema presenta una struttura analoga, pur in condizioni completamente diverse.
Non significa che la politica cinese di Francesco sia semplicemente una replica dell’Ostpolitik europea. La situazione cinese è completamente diversa. Ma esiste una continuità metodologica: cercare un accordo istituzionale invece dello scontro.
E Conte dove si colloca? Qui la cosa diventa davvero interessante, quanto meno per la coincidenza temporale, come s’è visto, tra l’arrivo di Conte a Palazzo Chigi, la firma dell’accordo tra santa Sede e Cina e del memorandum sulla Belt and Road Initiative.
Interessante, dunque, al fine di capire le istruzioni delle quali parla Beppe Grillo, la trasformazione della cultura diplomatica cattolica dall’Ostpolitik verso il mondo comunista europeo alla nuova Ostpolitik verso la Cina e il possibile ruolo dell’ambiente di Villa Nazareth nella formazione delle élite italiane che, decenni dopo, si confrontano con Pechino.
Conte è stato semplicemente un politico che, una volta arrivato al governo, ha scelto pragmaticamente di aprire alla Cina, oppure la sua formazione precedente lo aveva già inserito in una cultura internazionale nella quale il dialogo con le grandi potenze non occidentali costituiva una modalità privilegiata di azione?
Conte amico di Trump?
Paolo Zampolli, in un’intervista a La Verità, al giornalista dice: “Lei è sicuro che Conte sia di sinistra”?
Zampolli mette in discussione la rappresentazione di Conte come esponente rigidamente antiamericano e stabilmente collocato nella sinistra del Campo Largo.
Zampolli, storico amico di Donald Trump, nel 2026 è stato nominato inviato speciale USA per le global partnerships.
In un’intervista al Corriere Zampolli dice esplicitamente: «Giuseppe è un amico. È anche un amico del presidente Trump, tanto che lo chiama Giuseppi». E aggiunge che lui e Conte si sentono periodicamente e che si erano incontrati per salutarsi.
Questo è politicamente interessante perché non descrive Conte come un interlocutore ostile al mondo trumpiano, ma come qualcuno che possiede esso una relazione personale.
Ancora più significativo è ciò che avviene al termine dell’incontro: secondo Zampolli, Conte gli chiede di salutare Trump.
Ma c’è un’altra cosa. Conte, dopo l’incontro, sostiene invece di aver ribadito a Zampolli le proprie critiche alle azioni americane e la necessità di fermare la guerra.
Abbiamo una situazione apparentemente paradossale: Conte critica in pubblico la politica di Trump e in privato si dice amico di Trump. È proprio questa dissociazione tra collocazione politica pubblica e rete personale internazionale che rende interessante la dichiarazione di Zampolli.
Ne emerge un Conte che non si lascia facilmente classificare secondo l’asse destra/sinistra italiano.
Conte potrebbe essere meno interpretabile come uomo della sinistra ideologica e più come esponente di una cultura politico-diplomatica trasversale, nella quale coesistono cattolicesimo istituzionale, apertura alla Cina, rapporti con gli Stati Uniti e capacità di dialogo con ambienti politici apparentemente contrapposti.
Questo non significa che Conte non sia politicamente di sinistra oggi. Il M5S si è progressivamente spostato verso posizioni compatibili con il centrosinistra e Conte guida oggi quella collocazione, ma la sua storia personale e relazionale è molto più complessa della sua attuale collocazione partitica.
Ed è proprio per questo che la frase di Zampolli è interessante: uno degli uomini più vicini a Trump non parla di Conte come di un avversario ideologico, ma come di un amico personale e, addirittura, come di un amico del presidente americano.
Conte è oggi fortemente contrario alla prosecuzione dell’attuale strategia militare occidentale in Ucraina e favorevole a una svolta negoziale. Nel giugno 2026 ha detto che occorreva una «svolta negoziale» e che l’Italia aveva sbagliato a continuare a investire nell’«escalation militare».
Svolta negoziale che sta anche nella prospettiva politica di Trump.
Conte non si limita a criticare singoli invii di armi: contesta l’impostazione strategica europea, cioè l’idea che la sicurezza dell’Europa possa essere costruita principalmente attraverso il riarmo e il sostegno militare all’Ucraina.
Il Consiglio europeo, invece, nel giugno 2026 ha riaffermato il sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico all’Ucraina e ha collegato la pace a «solide e credibili garanzie di sicurezza» per Kyiv.
Conte si colloca quindi in aperta divergenza con questo paradigma europeo. Ed è qui che il rapporto con Trump diventa interessante
Nell’incontro con Zampolli Conte ha ribadito di avergli espresso la propria opposizione agli attacchi statunitensi contro l’Iran e la propria critica alla politica americana, ma esiste una convergenza su un punto fondamentale: Trump, critica l’establishment europeo sulla guerra e fa pressione per negoziare con Mosca e Conte critica l’escalation europea e fa pressione per negoziare con Mosca
Questo non significa che Conte condivida Trump. Significa che su Ucraina, riarmo e rapporto con la Russia possono trovarsi, almeno parzialmente, nello stesso spazio strategico, pur partendo da presupposti diversi.
Conte sta cercando di costruire una terza posizione: né adesione alla strategia militare euro-atlantica, né adesione alla strategia russa, ma negoziato e de-escalation. E questo modifica anche la lettura della sua collocazione politica, che non è di destra o di sinistra, ma appartenente a una cultura politico-diplomatica trasversale, nella quale possono incontrarsi cattolicesimo diplomatico, neutralismo, pacifismo, apertura alla Cina e ricerca di un rapporto negoziale con la Russia e nella quale, su alcuni punti, può esserci una sorprendente convergenza tattica con Trump.
A questo punto è necessario prendere atto di una convergenza di Conte con D’Alema, con la Comunità di Sant’Egidio e con il cardinale Matteo Zuppi in quanto, probabilmente, è il tassello che rende più coerente il quadro.
Massimo D’Alema (uomo molto legato alla Cina), la Comunità di Sant’Egidio e il cardinale Zuppi condividono, anche se con differenze, una cultura nella quale la diplomazia e la ricerca del negoziato devono rimanere centrali anche quando esiste un’aggressione militare.
È una posizione diversa sia dal pacifismo assoluto sia dalla linea “prima la vittoria militare, poi il negoziato”.
Oggi Sant’Egidio continua a sostenere una linea di cessazione delle ostilità e dialogo.
Massimo D’Alema, uomo politico al quale Conte è vicino, rappresenta la versione politico-statuale della stessa cultura. Qui la figura di Massimo D’Alema è interessante perché porta questa impostazione dal terreno ecclesiale e della diplomazia umanitaria a quello della politica estera di Stato.
La sua esperienza nasce nella tradizione comunista, ma si trasforma progressivamente in una cultura della realpolitik, del multilateralismo e del dialogo con le potenze non occidentali.
Quindi Ucraina e Cina diventano due dossier nei quali la diplomazia vaticana cerca di mantenere aperti canali di comunicazione che la diplomazia politico-militare occidentale tende a restringere. Questo rende Conte meno facilmente classificabile come “sinistra”.
C’è un intreccio interessante: D’Alema proviene dalla sinistra comunista e post-comunista; Sant’Egidio e Zuppi provengono dal cattolicesimo sociale, Conte proviene da un ambiente cattolico-istituzionale, ma politicamente approda al M5S.
Eppure, tutti possono convergere sulla necessità di non trasformare il conflitto russo-ucraino in una guerra permanente e di mantenere aperta la possibilità di negoziare.
Questo è molto diverso dal dire che siano “filorussi”.
Conte, pertanto, si colloca sulla linea di una cultura trasversale della diplomazia e della mediazione, nella quale possono incontrarsi: Ostpolitik cattolica, diplomazia di Sant’Egidio, realpolitik post-comunista di D’Alema e cultura negoziale dello stesso Conte.Cina e Russia sono i due grandi banchi di prova di questa cultura.
La Cina perché richiede dialogo con una potenza comunista senza necessariamente condividerne il sistema. La Russia perché richiede, secondo questa impostazione, distinguere la condanna dell’aggressione dalla necessità di mantenere aperto il rapporto diplomatico con Mosca.
In questo quadretto di rapporti internazionali, cosa intende dire Beppe Grillo quando dice che oggi quelli del Movimento Cinque Stelle, ossia Conte, non hanno letto le istruzioni? Quali? Di chi?
Le istruzioni di Casaleggio sarebbero inglesi, da sempre ostili alla Russia.
Le istruzioni di Beppe Grillo potrebbero essere quelle ricevute dagli Usa nel 2008.
Nel 2008 il governo degli Stati Uniti era guidato dal presidente George W. Bush, esponente del Partito Repubblicano, che ha completato il suo secondo mandato il 20 gennaio 2009, passando la mano al democratico Barack Obama.
Bush e Obama facevano parte di quel gioco delle porte girevoli che accomunava Dem e Repubblicani. Siamo distanti anni luce dal Partito Repubblicano di Trump.
Conte, se lo collochiamo nel quadretto delineato non è inglese e non è obamiano e repubblicano vecchia maniera. Cosa che lo allontana dal PD, chiaramente Dem, con una Elly Schlein che è obamiana fino al midollo.
Quali istruzioni dovrebbe seguire Conte? E Lo scontro delle istruzioni cosa nasconde? La questione è aperta.
[i] Ronald Spogli, Ambasciatore in Italia dal 2005 al 2009.





