Io sto con lo straordinario cantautore, ingiustamente criticato per aver rivendicato la libertà degli artisti a non uniformarsi all’onda del momento per ingraziarsi la platea
Viva De Gregori.
Da ragazzo volevo essere De Gregori o Craxi.
Anche quando De Gregori scriveva canzoni contro Craxi.
Anche quando ci denunciò perché aprivamo i congressi del PSI con Viva l’Italia.
“L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
… l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento…
Viva l’Italia…
l’Italia metà giardino e metà galera,
… l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, l’Italia che resiste”.
Francesco De Gregori – Viva l’Italia
Io non credo siano mai state scritte parole così nitide ed esplicite sull’Italia.
Amore e disperazione, per quel che siamo.
E le ha scritte un ermetico.
Uno che:
“Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi”.
Francesco De Gregori – Rimmel
Cioè, De Gregori non ha mai avuto problemi a schierarsi. Sapeva avvolgere, nella magia e nella Poesia, i suoi pensieri o anche svelarli con parole potenti e chiarissime.
Ma sempre, sempre, cercando di vedere o di sentire quello che non si vedeva e non si sentiva.
Sempre con una profondità artistica straordinaria.
Sempre oltre o contro il consueto.
Sempre nel disprezzo del conforme.
Pensieri immuni dal sentito dire.
Sempre non in scia.
È quello che mi aspetto da un artista, da un poeta, da un grande cantante, togliermi dal mio consueto, prendere a schiaffi il mio conformismo, smuovere le zolle secche e dure della pigrizia dell’intelletto.
Dopo le parole su Gaza e sulle guerre e sugli appelli dei cantanti è quel che ha fatto.
Quello che ha sempre fatto.
Scansarsi dalle scie e dalle correnti del conformismo.
Degli appelli facili e ignoranti.
Di chi non sa distinguere fra Palestina e Hamas.
Fra Governo israeliano e Israele.
Di chi non vede l’antisemitismo crescere veloce dentro di sé e nelle piazze e nelle scuole.
Secondo me.
Ci vuole più pensiero, più profondità e più coraggio. È come se avesse detto questo.
“Ci sono questioni che vanno analizzate con estrema cura, provo imbarazzo per chi prende posizioni così nette…”
Ed è stato travolto, invece, dagli insulti e dalla volgarità del conforme.
Degli “artisti” sempre in scia e dei politici e degli “intellettuali” produttori a gettone della schiuma dell’orrido e del conforme che ci avvolge.
De Gregori ha posto la sua testa fuori da tanta schiuma tossica.
Questo ha fatto.
Viva De Gregori.





