Se il centro destra non si sente bene, il centro sinistra sta anche peggio
Tutto può succedere.
Chi come me aveva pensato che il piano fosse definitivamente inclinato per la Meloni si è sbagliato.
Il piano è inclinato, perché la situazione nazionale e internazionale è estremamente confusa e difficile, clima impervio per chi governa, ma non definitivamente.
Il centro destra non si sente bene, il centro sinistra sta anche peggio.
È ossessivo e compulsivo, costruisce tutto sulla distruzione della Meloni.
Non ha un’idea. Un programma. Un leader.
E quelli che ha stanno tutti dei gradini sotto la Meloni. Avrebbe Renzi. Ma lui fa il gregario della Schlein, che flirta con Sanders, il contrario di Renzi.
Ammicca a Conte, che lo accetta in coalizione perché è il più bravo ad abbaiare alla Meloni.
“Quando c’era lei” è cosa simpatica, ma è una variante del “quando c’ero io”, del suo racconto preferito, cioè di quando c’era lui stesso.
Di quando faceva l’opposto di Schlein e Conte.
Di quando ci fece sperare.
La situazione è confusa per la Premier, per responsabilità proprie, del suo Governo e delle guerre e della crisi incombente e della mancanza di risorse, ma, su questo terreno, la confusione, la sinistra è invincibile.
Per esempio, pensava di vincere a Venezia mentre la Schlein parlava di diritti e di democrazia dal palco sotto il quale c’erano i candidati e i gruppi organizzati del Bangladesh, con le donne un passo indietro e con la testa e il viso coperti.
Geniali.
Tutto può succedere ancora.
A livello locale e internazionale.
Alla Meloni potrebbe bastare sbagliare di meno dei suoi avversari. Cioè arretrare meno di Schlein e Conte e compagnia gregaria.
Non ci sono soldi per i fuochi d’artificio. Di fine mandato. Neanche molte idee.
Ma a sinistra nessuna. E potrebbero prendere fuoco anche senza fuochi.





