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Hormuz, la costosa proposta iraniana

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Stretto di Hormuz

Un dollaro di pedaggio per barile di petrolio

La misura annunciata da Teheran sullo Stretto di Hormuz sembra, a prima vista, quasi simbolica: 1 dollaro per barile. In realtà, se si passa dal titolo al calcolo, il quadro cambia subito scala.

Una petroliera tipo VLCC trasporta in media circa 2 milioni di barili. Questo significa che ogni singolo transito costerebbe circa 2 milioni di dollari.

Non una cifra marginale, ma nemmeno tale da bloccare il commercio globale, i prezzi di filiera però si alzerebbero.

Su base giornaliera, considerando tra 20 e 30 petroliere che attraversano lo stretto, il potenziale incasso si muove tra i 40 e i 60 milioni di dollari al giorno, cioè oltre 15 miliardi l’anno se il sistema fosse stabile e continuativo.

Ma fermarsi qui sarebbe un errore di analisi. Quel dollaro incide per circa l’1% su un barile da 90 – 100 dollari. Tradotto alla pompa, parliamo di pochi centesimi al litro. Non è questa la vera leva.

In realtà fa pensare che per la prima volta si introduce un pedaggio geopolitico su una rotta energetica globale, per di più da pagare in Bitcoin, quindi fuori dai circuiti finanziari tradizionali e difficilmente sanzionabile o tracciabile.

Oltre a ciò con una condizione operativa estrema: pagamento immediato o rischio concreto di interdizione, fino all’uso di droni.

Questo cambia completamente il comportamento degli operatori.

Le compagnie non ragionano solo sul costo diretto, ma su:

• premi assicurativi che possono esplodere;
• rischio di perdita del carico;
• tempi di attraversamento imprevedibili.

È qui che il prezzo reale si sviluppa. Non nel dollaro dichiarato, ma nel rischio incorporato.

Per una petroliera il costo è nell’ordine dei 2 milioni di dollari a passaggio. Gestibile. Ma il vero effetto non è contabile, è sistemico. Se questo precedente passa, ogni choke point energetico può trasformarsi in un casello armato. E, a quel punto, il mercato non paga più il petrolio. Paga l’incertezza.

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

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