Da che dipendono le anomalie di comportamento in borsa e in finanza?
Lo so che sono un rompiballe perché parlo spesso di in alcuni suoi aspetti non proprio popolari e non conosciuti da tutti.
Ma io insisto, convinto che chi manovra alcuni strumenti economici di fatto predispone la nostra vita futura; e che queste manovre sono “invisibili” solo perché concettualmente rifiutate, ritenute troppo “poco nobili” persino per parlarne. E, dunque, diventando invisibili, non si contrastano né in modo giusto e né nei tempi opportuni.
Il paradosso sta nel fatto che ci sono sempre segnali chiari di cosa bolle in pentola nel mondo della finanza. Eppure, come dice qualcuno, si sa che “sotto il pavimento della vita ci sono… alleanze e ricatti in ordine sparso, rapporti inconfessabili, vite in vendita” cioè affari.
Ma si preferisce adattare le informazioni che filtrano a semplificazioni e tesi che servono solo allo scontro politico. Anche a costo di farsi convinzioni e fornire indicazioni esattamente contrarie alla realtà.
È quello che sta succedendo ora. Il diffuso antiamericanismo e antisionismo, assieme alla voglia di semplificare i comunque negativi giudizi su Trump, Putin, Netanyahu per evitarsi interrogativi estremamente più complessi, sembra accecare menti altrimenti capaci di capire il gioco in corso.
La crudezza della guerra in atto è in un gioco di controllo del mondo che non passa più soprattutto per le armi, ma per le finanze, per le monete, per il controllo dei debiti sovrani, per il predominio sull’informazione, per la creazione e gestione di inflazioni capaci di mettere in discussione economie altrimenti solide.
Quando le armi parlano, è solo perché alcuni aspetti geopolitici non possono essere risolti “comprandone” i fondamentali; ma certamente il legame tra queste guerre e la “grande guerra” delle finanze è strettissimo.
Continuo a vedere, nelle discussioni, la mancata correlazione tra guerre – per ora mi limito solo a Ucraina e Golfo Persico – e lo sviluppo dello scontro tra ex “mondo USA” e nascente “mondo Est-Orientale”.
E il non pensare a verificare quali saranno le conseguenza della vittoria dell’uno o dell’altra parte. Non perché questo debba influenzare il giudizio su quanto accade, ma almeno perché si sappia cosa è in gioco e, se mai fosse possibile, per attrezzarsi di conseguenza.
Ho letto, e mi ha lasciato traumatizzato, cosa sta avvenendo nelle borse ma soprattutto con i titoli di stato americano (i treasury).
Se le prime segnalano una situazione confusa e di attesa (verificare se l’attuale aumento del petrolio rappresenti uno shock temporaneo oppure l’inizio di una nuova fase di pressione energetica più duratura) che comunque sta producendo un rapporto non chiaro, la rottura dello schema storico del ricorso all’investimenti nei titoli americani quando aumenta l’incertezza globale, in parte sostituito da acquisto di oro e di altri prodotti finanziari, potrebbe segnalare l’avvio della convinzione che le finanze americane sono sull’orlo di un crac, che il dollaro non reggerà alla sfida imposta dal nuovo equilibrio del commercio internazionale.
La prima “novità” segnala il pericolo di una stagflazione, termine questo che indica un disastro che abbiamo già purtroppo una volta subito. Va guardata con attenzione la divergenza tra petrolio, inflazione e mercati ed il suo perché.
Comunque ritorna prepotentemente il quesito se sostenere la crescita economica oppure mantenere una politica monetaria restrittiva per contenere l’inflazione. Discussione non rinviabile.
La seconda disegna uno sconvolgimento di cui neanche riusciamo a vedere del tutto portata, ampiezza e concentrazioni di criticità in alcuni Paesi. Per cui, augurarsi una “sconfitta” di Trump va bene, ma bisogna porre, a se stessi ed al mondo, delle condizioni ben precise. Muoia Sansone (i “cattivi”) con tutti i Filistei (noi) lasciamolo alla Bibbia.
Ma la domanda di fondo è questa: perché vi sono queste anomalie di comportamento in borsa e in finanza? Chi, come, dove, quando, per quali obiettivi sta realizzando tutto questo?
Il dibattito attuale in giro nel mondo? Quasi inesistente.
Il dibattito in Italia? Qualsiasi cosa accadrà sarà colpa dell’attuale Governo. Non trovo aggettivi per definirlo. Andiamo avanti così.





