
Un Leccese sindaco di Bari mi ha sempre creato un forte turbamento. Anche se con la L maiuscola.
Così, a pelle e di stomaco, mi ha dato fastidio sin dall’inizio. Ho tifato per il suo avversario sin da subito.
E più lo vedevo e più lo ascoltavo più mi sembrava incredibile. I baresi, pur essendo baresi, sono tipi svegli e mi meravigliavo molto del fatto che prendessero in considerazione come loro sindaco uno che si chiama Leccese, ma meno sveglio dei baresi, per non dire dei leccesi.
Ma niente. E’ successo quello che non doveva succedere. L’hanno eletto.
Di solito succede così, uno scarso, anche se molto scarso, assunto l’incarico, poi cresce, riesce a dire e a fare cose intelligenti.
La responsabilità che assumi ti fa crescere.
Di solito. A volte no. A volte si va verso il precipizio. Tanto si è distanti dal ruolo assunto.
In questi casi, per un sindaco e’ come tappare le buche delle strade con il secchiello e la paletta delle spiagge.
Per il sindaco. Se è così maldestro lo vedi subito. Pena.
Ma poi se il sindaco vuole conversare con Dio, come faceva Scalfari, ti si stringe il cuore.
E’ come se una rana si gonfia sino a diventare una balena spiaggiata. Spiaggiata a Gaza. Dopo un lungo viaggio da Bari. Stremata.
Perché la balena è una balena, una rana gonfia e’ una rana gonfia, e tale rimane.
La rana gonfia da’ le chiavi della città ad una signora che esalta le “elezioni democratiche” a Gaza di vent’anni fa. Venti anni fa. Quando quelli di Hamas ti portavano al voto col mitra in mano.
Poi sono scomparse le urne e sono rimasti i mitra e hanno costruito i tunnel.
Una signora che prende quasi ad esempio Hamas per la costruzione di scuole e ospedali.
Una signora che fa un uso contundente contro Israele e gli ebrei delle parole che sono sulla pelle e nell’anima degli ebrei: genocidio, apartheid…
Che è il modo criminale degli antisemiti di scaricare sugli ebrei gli errori, certo gravi, di Nethanyau.
Quando bisognerebbe fare il contrario.
Separare la questione ebraica dalle scelte di un governo.
Motivo per cui, proprio per quello, per la storia che conosciamo, per il genocidio e l’apartheid, bisognerebbe astenersi da decisioni orribili, oltre che stupide, come impedire la presenza di aziende israeliane alla Fiera del Levante.
O come, per i proseliti della stupidità, buttare le medicine prodotte in Israele.
Distinguere, insisto, le scelte di un governo dall’essere di un popolo.
E invece gli antisemiti, consapevoli e inconsapevoli, danno le chiavi di Bari, città vocata al dialogo con l’Oriente, ad una signora immersa nell’Oriente peggiore, quello che vuole spazzare via gli ebrei dalla “terra al mare”.
Ostile ad ogni dialogo con l’Occidente.
Quelli che hanno trucidato gli ebrei socialisti dei kibbutz in quanto amici dei palestinesi.
Usati da Hamas per conto terzi.
Orrore.
Sapevo che un Leccese a Bari avrebbe portato guai.
Non sino a questo punto.





