
Probabilmente penserete che io ribadisca per l’infinitesima volta l’assurdità di un procedimento penale che veda come indagati chi ha agito nell’adempimento del dovere, seguendo le norme sull’uso legittimo delle armi e dei mezzi di coazione fisica, al fine di tutelare la propria incolumità e quella dei cittadini.
E che si veda sotto processo anche se nei suoi confronti non sia emerso ancora alcun indizio di reato, come previsto dalla legge, ma solo in virtù di quella che è divenuta un’assurda consuetudine giudiziaria che si basa sul paradossale principio della presunzione di colpevolezza nei confronti degli operati di polizia.
Lo so, verosimilmente vi aspettate che rimarchi le conseguenze sociali e le ripercussioni sulla sicurezza pubblica che tali azioni giudiziarie criminogene stanno generando nella nostra collettività.
Tanto è vero che la conseguente inerzia delle forze dell’ordine, le uniche in tutto il mondo a non poter più eseguire alcun intervento di polizia senza finire nel registro degli indagati, sta facendo nascere il deprecabile, ma inevitabile, fenomeno dei cittadini-giustizieri.
Ma non farò nulla di tutto questo!
Anzi, vi sorprenderò con una nota positiva, con una notizia che mi ha sbalordito… piacevolmente sbalordito.
Un raggio di sole tra le tenebre.
Chi mi segue sa quanto sia aspramente critico nei confronti dei vertici delle forze di polizia che da sempre assistono silenti ed indifferenti al massacro dei propri dipendenti.
D’altronde, essendo la loro nomina basata su scelte politiche, per non indispettire né la politica, né tantomeno la magistratura, finora non solo non hanno mai speso mezza parola a tutela degli Agenti coinvolti (anche quando era palese la correttezza del loro intervento), ma addirittura hanno finito di affossarli trasferendoli e demansionandoli.
Ebbene, alla luce di tutto ciò, le parole pronunciate dell’attuale Comandante Generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, sono rimbombate all’improvviso squarciando il silenzio cupo dell’indifferenza, sferzanti e folgoranti come un fulmine a ciel sereno:
«Il mio sostegno incondizionato ai colleghi coinvolti, nelle ultime ore, nei fatti di Olbia e Genova. Episodi che ci ricordano quanto sia complessa e delicata la missione che ogni giorno portate avanti con professionalità e sacrificio».
Capite cosa ha detto?
Ha dato il suo sostegno incondizionato ai Carabinieri indagati dalla magistratura!
Non pensate che sia poca cosa! Tutt’altro!
E non pensate che abbia pronunciato questa frase d’istinto o con superficialità.
Essa è frutto di un’intensa ed elaborata scelta di comando.
Una scelta di rottura con il passato.
Un messaggio forte e chiaro di vicinanza ai propri uomini, inevitabilmente sempre più demotivati e disorientati.
Un messaggio al governo che promette interventi legislativi per impedire il ricorso all’atto dovuto in presenza di evidenti esimenti, ma ancora naviga nel buio.
Un messaggio alla magistratura che sta depotenziando le forze di Polizia al punto tale da paralizzarle del tutto.
Sono parole che hanno una potenza politica micidiale, proprio perché non provengono da un politico e non possono essere strumentalizzate.
E per tale motivo sono pericolosissime!
Non per nulla il mainstream finora le ha ignorate e non vi ha dedicato alcuna importanza.
Per cui, io, che non ho lesinato critiche (e perculate) per il suo silenzio sui fatti di Corvetto, sono il primo a complimentarmi con lui.
Spero che ora resista agli ineluttabili richiami che gli arriveranno finanche dal Presidente della Repubblica e che questo sia l’inizio e non il sogno di una notte di mezza estate.
Per il momento dico a Salvatore (abbiamo fatto la scuola militare insieme e posso permettermi di chiamarlo per nome): “Bene! Bravo!”
…ma soprattutto: BIS!





