In un lungo e documentato articolo, Michele Nasi che non conosco ma che sicuramente conosce il proprio mestiere, confuta in modo cortese ma deciso l’affermazione del CEO di Nvidia (gigante USA nella IA) Jensen Huang che avrebbe detto senza mezze parole che imparare a programmare è inutile. Le nuove generazioni, sempre secondo Huang, non dovrebbero più dedicarsi ad apprendere i vari linguaggi di sviluppo ma dovrebbero investire su altre preziose competenze come la biologia, l’istruzione, la produzione o l’agricoltura.
Non mi permetto di entrare nella discussione, avendo io giá seri problemi a ricordare le varie password e maledendo queste procedure che nel novanta per cento dei casi non funzionano mai secondo principi elementari e dunque complicano notevolmente la nostra vita di tutti i giorni.
Vorrei invece semplicemente riprendere la ultima frase del suo articolo, che in buona sostanza spiega come l’Intelligenza Artificiale funziona bene se cresce “ben educata”. E tale compito spetterebbe agli “umani”. Altrimenti: ” non si riuscirebbe a sviluppare quel prezioso spirito critico e quel bagaglio di competenze utile per capire che cosa l’IA davvero ha realizzato. Ci trasformeremmo noi quasi in automi disposti ad accettare passivamente ciò che viene proposto.”
E non ci sono giá riusciti?




