USA NEL PALLONE DELLA PSY OP: GUERRA PSICOLOGICA PER ABBINDOLARE LE MASSE

di Silvano Danesi

Gli Stati Uniti d’America sono avvolti da una nube mefitica di propaganda tipica della psy op, ossia della guerra psicologica, tesa ad abbindolare le masse e a distorcere, con informazione e disinformazione, la realtà.

La Camera degli Usa ha votato, con una mossa propagandistica, voluta pervicacemente da Nancy Pelosi, l’impeachment per Donald Trump. La mossa è propagandistica, perché il Senato non si riunirà in tempo per affrontare l’argomento e, considerato che è necessaria la maggioranza dei due terzi, tutto finirà nel nulla.

L’isteria dei Dem rischia di trasformarsi in un boomerang, così come si è trasformata in un boomerang la censura dei big tech di Silicon Valley, con Twitter e Faceboock che, in una settimana, hanno perso ben 51,2 miliardi e qualche milione di utenti. Ben 25 milioni di account sono passati a Telegram e altrettanti sono passati a Signal.

Ovviamente, al bombardamento dei Dem c’è già qualcuno che risponde con altrettanto fuoco di propaganda.

Marjorie Taylor Greene, su Newsmax Tv, ha detto che il presidente eletto Joe Biden, “comprato da governi stranieri, compagnie energetiche cinesi, compagnie energetiche ucraine”, dovrebbe essere messo sotto accusa quando entrerà in carica.

La repubblicana Marjorie Taylor Greene è stata eletta al Congresso nelle elezioni del novembre 2020 ed è entrata in carica il 3 gennaio 2021. È stata una dei 139 rappresentanti che hanno contestato i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 al Congresso.

“Sono stanca -ha detto la deputata – dei repubblicani che si lasciano andare e permettono a questo Paese di essere devastato, permettono ai democratici di abusare del loro potere nelle loro posizioni, e credo sia tempo per i repubblicani di difendere il popolo americano e fare un buon lavoro al Congresso”. “Quindi – ha aggiunto – il 21 gennaio, presenterò articoli di impeachment su Joe Biden. Se vogliono abbassare il livello di ciò che è l’impeachment, allora sì, andiamo”.

E’ del tutto evidente che l’impeachment di Joe Biden, con la Camera in mano ai democratici è un obiettivo difficilmente raggiungibile già sin dai primi passi e ne è ben cosciente la Green, la quale ha sottolineato come la messa in stato d’accusa sarà un obiettivo lungo.

Tuttavia, la mossa è tesa a controbilanciare la propaganda Dem, ma anche, e soprattutto, a mettere allo scoperto i repubblicani che non vogliono battersi. La guerra all’interno del Gop è aperta. “Il popolo americano – ha detto infatti la Green – ha bisogno di speranza; ha bisogno di sapere che ci sono repubblicani al Congresso che sono disposti a difendersi e combattere per loro, indipendentemente dal fatto di essere in minoranza, indipendentemente dal fatto di avere tutte le probabilità contro di noi”.

Ovviamente nel mirino c’è anche il figlio di Biden, Hunter.

“È in corso un’indagine sul laptop di Hunter Biden che è stato acquistato e pagato dalle compagnie energetiche comuniste cinesi” – ha detto la Green –  e questa è una minaccia pericolosa per il nostro Paese”.

Se non si troverà un punto di equilibrio sarà difficile che i prossimi mesi non riservino colpi di scena ulteriormente disastrosi per gli Stati Uniti.

La vicenda dell’hakeraggio di Solar Wind ha messo nelle mani di potenze straniere una dose inimmaginabile di dati sensibili, utilizzabili per ogni scopo.

Joe Biden sta completando la sua squadra. Ieri ha annunciato che a guidare la Us Agency for International Development sarà Samantha Power, la quale, componente del National Security Council e ambasciatrice statunitense all’Onu ai tempi di Barack Obama, fu, insieme a Hillary Clinton, tra le principali fautrici del disastro in Libia nel 2011, con l’eliminazione di Gheddafi.

Dopo Tony Blinken al Dipartimento di Stato e Jake Sullivan come consigliere della sicurezza nazionale, Joe Biden si presenta con una squadra di falchi interventisti.

Russia e Medio Oriente potrebbero essere sotto tiro. Forse anche il Mar della Cina.

Non è difficile pensare che chi verrà attaccato possa usare l’enorme mole di informazioni acquisite per destabilizzare la politica interventista della nuova amministrazione.

Inoltre sono in corso processi agli arrestati per l’invasione del Campidoglio ed emergono, a quanto si legge, anche infiltrazioni di Antifa.

Il confronto si fa aspro anche tra gli Stati e l’Unione. Un deputato del Texas ha detto che avvierà un referendum per Texas exit, ossia per il distacco del Texas dall’Unione.

Va ricordato che gli States sono un’unione di stati indipendenti, i quali potrebbero anche togliersi dall’Unione. Obiettivo chiaramente difficile, ma logiche di exit possono mettere a dura prova l’autorità di Washinghton.

Infine, nel preambolo della Costituzione degli Stati Uniti d’America del 15 settembre 1787  è scritto: “Noi, Popolo degli Stati Uniti, allo Scopo di realizzare una più perfetta Unione, stabilire la Giustizia, garantire la Tranquillità interna, provvedere per la difesa comune, promuovere il Benessere generale ed assicurare le Benedizioni della Libertà a noi stessi ed alla nostra Posterità, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d’America”.

Se le “Benedizioni della Libertà” sono affidate a Big Tech e a Big Money, che paiono essere i veri padroni della politica Dem, i prossimi mesi, forse anni, saranno drammatici per gli Usa e per il mondo.

Urge il raggiungimento di un punto di equilibrio che ci faccia uscire dalla psy op e dalla tentazione di nuove guerre.

 

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