Conte aspetta le truppe mastellate

di Marforius

Da tempo dal voto popolare non nascono governi che siano almeno in parte rappresentativi della volontà dei cittadini. Tale fenomeno in particolare in questa legislatura ha preso una deriva che ha poco  di sostanzialmente democratico.

Dopo il voto del marzo 2018, dal quale è emerso un consistente gruppo parlamentare pentastellato e una coalizione di centro destra complessivamente maggioritaria, le alchimie di palazzo hanno portato alla costituzione di un governo  5 Stelle Lega e la scomposizione della coalizione di centro, guidato da un premier che neppure è stato preventivamente indicato agli elettori. Nell’estate del 2009, dopo l’uscita dal governo della Lega, pur di evitare il voto e di riprendere il potere, soprattutto da parte del PD, viene formato un governo 5S PD LEU e IV, sempre guidato da Conte.

Mercoledì scorso Italia Viva decide di far dimettere la propria delegazione governativa aprendo nei fatti una crisi. Il premier Conte, ormai avvezzo a qualsiasi trasformismo, sembra al momento non voler formalizzare la crisi ma di andare a cercare i voti in parlamento dei cosiddetti responsabili, i quali, visto che sono utili alla sopravvivenza di un governo di palazzo, non sono più biechi trasformisti, voltagabbana, o peggio ancora aggettivizzati con il termine Scilipoti, l’ormai celebre parlamentare eletto con Di Pietro poi passato con Berlusconi, o addirittura inquisiti.

Probabilmente si arriverà a un governo con dentro tutti e un nuovo premier, anche se Conte sta cercando sostegni ovunque, anche da Ceppaloni,  e di inquadrare i cambiatori di casacca come vere e proprie truppe mastellate, ben conscio che se cade tornerà ad essere un normale docente di diritto che svolge anche la professione di avvocato.

A quando un sistema elettorale chiaro e la reintroduzione delle preferenze.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *