Via libera del Cdm al Recovery, ma Iv si astiene. È scontro sul Mes

Fonti di Iv riconoscono i passi fatti in avanti con la riformulazione del Pnrr, con modifiche che, rimarcano i renziani, sono il risultato delle insistenze rimaste a lungo pressoché isolate del partito di Matteo Renzi. E tuttavia per Iv rimangono troppe le criticità in un testo giudicato in drammatico ritardo. La rinuncia al Mes, si spiega nel fronte renziano, è del tutto incomprensibile, sia perché il suo utilizzo libererebbe risorse ulteriori nell’ambito del Recovery, sia perché il piano pandemico del governo ipotizza risorse insufficienti per la sanità e, in quel caso, prevede che si dovrà scegliere quali cittadini curare.

Pd e M5s sotto traccia ancora lavorano a una crisi pilotata, un Conte ter che possa sbloccare l’impasse. Al momento dal fronte renziano spiegano, però, che non ci sono segnali di una vera apertura da parte del presidente del Consiglio. La convinzione è che il premier insista sul piano dei responsabili.

“Magari capirà che non ci sono i numeri ma per ora va avanti sulla linea Travaglio”, spiega un ‘big’ di Iv. Il leader di Italia viva ha rilanciato sul Mes, ha chiesto che l’esecutivo prenda perlomeno una parte di quei fondi. Di fronte al no del premier Conte le ministre Bellanova e Bonetti si sono astenute. Renzi ha poi fatto sapere: “Penso che mercoledì Conte annuncerà di avere altri parlamentari a suo sostegno”. Le dimissioni delle ministre di Italia viva? “Dopo il Cdm di oggi, domattina decideremo e domani pomeriggio lo comunicheremo alla stampa”.

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