Politicamente corretto la nuova religione. Di che pasta siamo fatti?

di Silvano Danesi

Dopo una lunga e adeguta meditazione, durata tutto il pomeriggio e parte della sera, ho preso una decisione, che da apologeta del politically correct sento il dovere di rendere noto.

Prima che il prossimo Dpcm ci blocchi con un nuovo locche daune (lockdown), mi recherò alla Coop per acquistare i Tripolini, gli ormai arcinoti pasticcini politicamente incorretti, per poi recarmi in un supermercato clandestino a comperare le Abissine rigate. Chissà cosa avranno fatto a queste ultime per rigarle così, poverette, peraltro è proprio  sulla rigatura che si vede la violenza fascista. Cosa che verosimilmente  non avranno subito i Tripolini, visto che sono allegri e disposti come i petali di una primula, come quella del commissario dei commissari. Peraltro le rigate saranno elevatamente contrariate (incazzatissime a dirlo con il politicamente scorretto), al contrario dei Tripolini cooperativi e solidali. Comunque comprerò ambedue le confezioni. Prima la Amba tripolina, poi la Amba abissina. Sono due: cosa c’è di semanticamente più giusto di  dire ambedue. Amba Aradam cicci cocco… pardon, volevo solo dire  Amba Aradam e Amba Alagi, che peraltro  non sono sul mercato. Peccato. Due ambe così chissà come sono buone, ecco il perchè etimologico di amba…forse. Mi hanno detto di fare presto, perché Tripolini e Abissine vanno a ruba. Si proprio a ruba, quasi si fosse in linea con lo sport nazionale tra i più praticati dai devoti della cleptocrazia. E se non trovo le due ambe? Amen, Awomen. Mi farò un risotto e per essere politicamente corretto anche una “risatta”.

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