FONDAZIONE EINAUDI: VACCINO APRIAMO AI PRIVATI

Askanews   In considerazione del fatto che ad oggi l’Italia ha vaccinato meno di 200 mila persone a fronte delle 940 mila dosi di vaccino consegnate al nostro Paese (470+470), non si comprenderebbe se non per mero ideologismo il mancato coinvolgimento delle strutture private nella somministrazione delle fiale. Farmacie, centri clinici, per le analisi e medicina del lavoro, sono canali attrezzati e sicuri per moltiplicare le vaccinazioni”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dalla Fondazione Luigi Einaudi. Intanto la FLE, aggiornando i dati contenuti nella campagna social #quantivaccini, informa che in Italia alle ore 18 di oggi sono stati somministrati 182.442 vaccini. In Germania, alle ore 19 di lunedì 4 gennaio, le somministrazioni hanno raggiunto le 316.962 unità.

“Altro aspetto da non escludere a priori – sottolinea ancora la Fodnzione Einaudi- è quello, da qui a qualche tempo, di prendere in considerazione anche l’opportunità di fornire il vaccino, per chi lo vuole, a pagamento. Infatti è del tutto evidente che la questione dell’approvvigionamento è rilevante ma ancor più drammatico è l’aspetto della distribuzione e della somministrazione del vaccino, due fasi che vede l’Italia in chiaro affanno”.

Insomma, propone la Fodnazione, “fermo restando il principio della somministrazione gratuita a tutti, i vantaggi per ogni dose di vaccino acquistata sarebbero molteplici: minore spesa per il servizio sanitario nazionale; possibilità per lo Stato di incassare delle somme da investire nell’acquisizione di altre dosi di vaccino per le fasce più deboli; maggiore immunità di gregge e possibilità di smaltire le lunghe code di cittadini in attesa di essere vaccinati. Davvero non si comprendono le ragioni di un pregiudizio meramente ideologico alla proposta, di ispirazione liberale, avanzata dalla Fondazione Luigi Einaudi”.

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