SE TUTTO VA BENE CI VORRANNO DUE ANNI PER VACCINARE L’INTERA POPOLAZIONE, MA I VACCINATI RIMANGONO POTENZIALMENTE INFETTANTI

di Silvano Danesi
Sulla vaccinazione facciamo due conti, senza soggiacere alle favole del team che coordina la comunicazione istituzionale, con ormai miserevoli risultati.
In arrivo in Italia, se tutto va bene, ci sono 470 mila dosi di vaccino alla settimana, pari a 24 milioni e 440 mila dosi all’anno. Considerato che la popolazione è di 60 milioni e che, togliendo i bambini, possiamo ridurla a 50 milioni, per vaccinare tutti ci vogliono due anni.
Ovviamente questo dipende dalla disponibilità del vaccino, ma non dalla disponibilità di vaccinatori professionalmente preparati e operanti in luoghi sicuri, dove siano presenti anche presidi sanitari relativi a possibili reazioni allergiche.
Epicentro (Istituto Superiore di sanità) scrive che in Italia mancano infermieri.
“Gli italiani invecchiano – scrive Epicentro – e la domanda di assistenza sanitaria sale. La popolazione italiana è una delle più vecchie al mondo: quasi il 20% supera i 65 anni di età e, secondo i dati Istat, nel 2050 circa l’8% degli italiani avrà più di 85 anni. Il sistema sanitario italiano, al momento, potrebbe non essere in grado di far fronte a questi cambiamenti, in particolare per quanto riguarda il rinnovo e l’assunzione del personale paramedico. Si calcola che la carenza di infermieri, già importante soprattutto al Nord, aumenti ogni anno a causa dello squilibrio tra i pensionamenti (17 mila all’anno) e le nuove assunzioni (8 mila all’anno). È quanto emerge dal rapporto Ocse 2008 (pdf 412 kb) sulle risorse umane italiane in ambito sanitario”.
I medici non mancano, sono 370 mila pari a 600 per 100 mila abitanti, ma dagli anni Novanta, il numero chiuso alle università ha portato a una riduzione del numero di iscritti, che nel 2006 è sceso a 5623 (erano 17 mila).In futuro si prevede, pertanto, una riduzione del rapporto medici abitanti. Non solo, ma poiché il “settore pubblico offre scarse opportunità a lungo termine” c’è il fenomeno della fuga dei cervelli. I medici vanno all’estero e l’Italia è poco attraente per i professionisti stranieri.
Il settore degli infermieri è un buco nero ed è quello entro il quale Arcuri vorrebbe pescare i 12 mila addetti per le vaccinazioni, da affidare a cinque agenzie interinali con contrattualizzazione a tempo determinato. Agenzie il cui bando di assegnazione scade oggi (posticipato di un giorno).
“Il settore infermieristico – spiega Epicentro – deve far fronte al problema opposto. L’Italia ha meno infermieri che dottori, la maggior parte dei quali (70%) lavorano in strutture pubbliche. L’università italiana non forma abbastanza infermieri e, secondo la Federazione nazionale Ipasvi, nel 2006 la carenza ammontava a circa 60 mila, per una mancanza di copertura dei posti di lavoro pari al 15%.”.
La carenza di infermieri potrebbe essere in parte colmata dall’assunzione di personale proveniente dall’estero, ma “a causa della competizione con i Paesi esteri, che offrono salari più alti e condizioni di lavoro migliori e delle complesse politiche di immigrazione, il numero di infermieri stranieri in Italia – avverte Epicentro – è ancora molto basso: 6730 nel 2005, di cui un terzo proveniente dall’Unione europea. Nel 2004, secondo i dati Ocse, la maggior parte del personale straniero autorizzato a venire in Italia è stato assunto con contratti dai 12 ai 24 mesi. Gli infermieri che arrivano in Italia hanno mediamente tra i 20 e i 39 anni e provengono generalmente da Romania (circa 60%), Polonia (25%), Perù, Albania, Serbia e India”.
Alcune Regioni hanno iniziato a richiamare personale dall’estero tramite accordi bilaterali tra gli istituti di formazione. La Regione Veneto, per esempio, ha stipulato un accordo bilaterale con alcuni istituti di Bucarest e Pitesti e la Provincia di Parma con la Provincia di Cluj-Napoca.
“Dei 7 mila infermieri stranieri presenti in Italia, la maggior parte lavora nel settore privato. L’unico accordo che coinvolge direttamente le autorità nazionali è quello che l’Italia ha con la Tunisia tramite il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Le reazioni al flusso di infermieri dall’estero – continua Epicentro – sono state molto positive anche se persistono alcune preoccupazioni legate alle difficoltà linguistiche e alla necessità di formazione iniziale. Malgrado la forte domanda di personale paramedico, l’Italia rimane un Paese poco attraente per gli infermieri stranieri: lo stipendio non è competitivo (circa 1600 euro al mese), le politiche di immigrazione sono sfavorevoli e la scarsa diffusione della lingua italiana all’estero rende la comunicazione più difficile”. https://www.epicentro.iss.it/polit…/ocseSistemaSanitario08
E’ del tutto evidente che se l’assunzione degli infermieri parte dai prossimi giorni la vaccinazione di massa sarò in clamoroso ritardo. E’ del tutto evidente che un piano di vaccinazione andava predisposto e messo in atto durante l’estate, per essere pronti alla bisogna nel momento della disponibilità dei vaccini. Qui l’inossidabile Arcuri ancora una volta si è dimostrato inadatto ma, secondo il metodo corrente del Governo Conte, più si è incapaci e più si viene messi in posizione di comando.
Ammesso che la vaccinazione proceda, l’Aifa ci avverte che il vaccinato non smetterà di essere contagioso. A questo punto a che serve l’illusione del patentino di buona condotta con il quale potersi muovere liberamente? A niente. Se sei vaccinato rimani comunque un possibile contagiatore. Parola di Aifa. “Gli studi clinici condotti finora – scrive infatti l’Aifa – hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19”. Amen.
E allora? Se mi presento all’imbarco per un viaggio in aereo con il mio tesserino di vaccinato, questo non serva e nulla, in quanto potrei essere un potenziale infettante.
Eppure continua la fuffa del patentino, ad uso e consumo della propaganda di regime.

3 Comments

  • E allora? Cosa vorrebbe concludere o suggerire l’autore di questo articolo? Un atteggiamento nikilisto basato su supposizioni scientifiche ancora sconosciute? Non vaccinarsi e quindi non ammalarsi non vale nulla? Si potrebbe(ipotesi ancora non verificata) essere contagiosi ma non ammalati quindi l’unica possibilità di non ammalarsi è vaccinarsi! Mi sembra una deduzione lapalissiano!

    • si giusto, naturalmente l’articolo si riferisce alla gestione del governo

  • È il mio ultimo pensiero difendere un governo incapace ad avere un minimo di visione su tutti i campi e infatti invece di capire in che stato da molti anni è la nostra sanità, come è stata bistrattata la figura e il prestigio del medico sia economicamente che giudizialmente, per individuare delle serie sedi di vaccinazioni pensa alle”Primule”da realizzare con sciupiodi spesa pubblica. Come medico penso però che sminuire la utilità della vaccinazione anti Covid19 che è l’unica arma di massa che abbiamo significa non avere una reale visione della realtà

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