VACCINO, TRA IL DIRE E IL FARE C’È DI MEZZO L’ALTO MARE

IL VACCINO NON ELIMINERÀ LE MISURE ANTICOVID E I LOCKDOWN PERCHÉ SUGLI EFFETTI SI NAVIGA A VISTA, PAROLA DI AIFA – E I MEDICI E GLI INFERMIERI DEL BANDO DI ARCURI? A CHE PUNTO SIAMO?

di Silvano Danesi

Quando si tratta un argomento è d’uopo andare alla fonte, anziché affidarsi alle veline.

Per quanto riguarda il vaccino del Sacra Corona Virus, la fonte più autorevole è l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), la quale ci spiega che il “vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia”.

L’Aifa ci dice poi che il vaccino “viene somministrato in due iniezioni […] a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra ed è fatto per istruire il sistema immunitario a bloccare la proteina Spike che agisce come chiave per infettare le cellule.

L’Aifa ci dice anche che la sperimentazione abbreviata ha comunque prodotto un vaccino sicuro. L’Agenzia del farmaco ci dice inoltre che “i risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono impedire al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie”.

Ed eccoci arrivati a due delle questioni più importanti: la protezione e la durata della stessa.

Alla domanda se la protezione è efficace subito dopo l’iniezione, l’Aifa risponde: “No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose”.

Alla domanda relativa alla durata della protezione l’Aifa risponde: “La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi”.

In buona sostanza l’Aifa ci dice che chi si è vaccinato il 27 di dicembre, dovrà aspettare 21 giorni più una settimana, ossia 28 giorni per essere immune. In pratica, essendo 28 giorni un mese, chi si è vaccinato il 27 di dicembre diventerà immune il 27 di gennaio. Ovviamente lo stesso calcolo vale per tutti quelli che si vaccineranno dopo. Tuttavia, una volta fatto il vaccino, i soggetti vaccinati non saranno sicuri di essere immunizzati, in quanto l’Aifa non è in grado di dire quanto la protezione possa durare. Ci si affida a una casistica che riguarda altri coronavirus, che, come è noto, sono diversi da quello pandemico cinese.

In buona sostanza si sa poco e quel poco è incerto.

Inoltre, con buona pace di chi pensa che l’essersi vaccinato costituisca un passaporto liberatorio per circolare come vuole, l’Aifa avverte che non si sa nulla sulla possibilità di contagiare. “Gli studi clinici condotti finora – scrive l’Aifa – hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone.  Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19”.

Avete capito bene? Vi ricordate tutta la fuffa sui patentini del vaccinato che può liberamente circolare, alla faccia di chi non si vaccina, e via discorrendo, di fuffa in fuffa?

Ebbene, non si sa nulla e quindi, vaccinati o non vaccinati, si deve continuare ad adottare le misure anti COVID-19. In buona sostanza, mascherine, distanziamento, chiusure varie, zone rosse, arancione, gialle, e via elencando non cesseranno con la vaccinazione di massa, perché di fatto non si sa nulla di preciso.

L’Aifa opportunamente ci dice che ”l’RNA messaggero è racchiuso in liposomi formati da ALC-0315 ((4-idrossibutil)azanediil)bis(esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato) e ALC-0159 (2-[(polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecilacetammide) per facilitare l’ingresso nelle cellule”.

Ora, è già attestato che il polietilenglicole induce possibili reazioni allergiche con possibili shock anafilattici, la qual cosa implica che nel momento in cui viene iniettato il vaccino ci devono essere presenti i presidi sanitari necessari a contrastare queste reazioni indesiderate e pericolose.

L’Aifa, del resto, avverte che “le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sono state in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione. Tra queste figuravano dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100. Debolezza nei muscoli di un lato del viso (paralisi facciale periferica acuta) si è verificata raramente, in meno di 1 persona su 1000”.

Tuttavia, dove si è iniziato prima che in Italia, si sono avuti casi di reazioni anafilattiche dovute a shock allergici. Che fare?

Riguardo a questa casistica, ancora agli inizi, l’Aifa ci dice candidamente che “nei Paesi dove è già stata avviata la somministrazione di massa del vaccino sono cominciate anche le segnalazioni delle reazioni avverse, da quelle meno gravi a quelle più significative, comprese le reazioni allergiche. Tutti i Paesi che avviano la somministrazione del vaccino estesa a tutta la popolazione raccoglieranno e valuteranno ogni segnalazione pervenuta al sistema di farmaco vigilanza delle reazioni averse al vaccino, così da poter definire con sempre maggior precisione il tipo di profilo di rischio legato alla vaccinazione”.

In buona sostanza sulle reazioni si sa poco e sarà la vaccinazione stessa a dire cosa accade. In buona sostanza, se state male, farete parte della casistica sulla quale fare studi successivi.

Infatti l’Aifa ci dice che “la segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla ASL di appartenenza, così come per tutte le altre reazioni avverse a qualunque farmaco, secondo il sistema nazionale di farmacovigilanza attivo da tempo in tutto il Paese. Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito AIFA: https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse”.

Insomma, se state male segnalate.

L’Aifa però rassicura: “Prima della vaccinazione – ci dice – il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino”.

Molto bene. E qui veniamo alla questione del personale sanitario.

E’ stato emesso un bando per attivare cinque società di lavoro interinale che devono testare e assumere a tempo determinato 3 mila medici e 12 mila infermieri, i quali possono essere cittadini Ue o extra Ue.

Atteso che in Italia già mancano medici e infermieri per la normale amministrazione, da dove arriveranno quelli relativi al bando e con quali criteri saranno selezionati dalle cinque società di lavoro interinale?

Domanda finale. Il bando è stato emesso l’11 dicembre. http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5217

A che punto sono le domande, le assunzioni e i test di idoneità?

Il commissario ha affidato la selezione del personale sanitario per il piano di vaccinazione a cinque agenzie per il lavoro al costo di 25 milioni, ma la Ragioneria è perplessa sulla norma a copertura del bando, perché quella selezione possono farla benissimo le Asl e le regioni gratis.

Ci risiamo.

Pare del tutto evidente che, a parte la fanfara mediatica che ha seguito il furgone del ghiaccio in arrivo dal Belgio via Brennero, navighiamo in alto mare.

 

 

 

2 Comments

  • Giuste considerazioni

    • Ho stampato e letto stamane l’intero
      e lunghissimo comunicato Aifa.
      I dubbi e le perplessità evidenziati nell’articolo sono sacrosanti e lasciano perplessi per come viene abilmente gestita questa campagna mediatica/pubblicitaria che considera in secondo ordine e trascurabile la vita delle persone che coscientemente o incoscientemente si illudono votandosi alla “Scienza”.
      Che il CIELO✝️; ci assista e ci illumini..nella FEDE,.
      unico a poterlo fare🙏👍 ascoltando le nostre Preghiere!🛐 🙏

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